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liliana-farina-246L’artista  risiede ed opera
a Formia (LT)
in Via Unità d’Italia, 78
lilianafarina@ymail.com
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Critiche d’arte

Dal Catalogo regionale d’arte moderna e contemporanea del Lazio:

E’ come perdersi, un dolce naufragare nell’abbraccio avvolgente dell’abisso sconfinato del mare e del cielo.E’questa la prima sensazione che si avverte nell’impatto con le opere della Farina.Cieli incombenti, carichi di nuvole dense,che si mescolano, indistintamente, con mari burrascosi, a costituire una sorta di unico elemento che tutto avvolge, tutto risucchia nel vortice della sua forza esuberante. Un universo pensoso e sognante, quello dell’artista, che attraverso il lavoro pittorico parla della natura, della sua forza travolgente, a volte, a volte confortante; parla dell’uomo, dei suoi valori, dei suoi sentimenti, delle sue tracce. Ci sembra di avvertire una metafora della vita umana: la forza della natura disorienta l’uomo, che stenta trovare un appiglio, come la barca alla deriva o al traino; ma ecco che poi affiorano dei punti fermi, con i quali l’uomo può affermare se stesso, avvalorare la sua esistenza: la maternità, il pensiero, le sue tracce.
DANIELA ROMANO  (premio di pittura Sulla Riva…) FORMIA

Liliana Farina bene interpreta il magnifico scenario delle rive di Formia e Gaeta con le sue qualità pittoriche.
Dalla rivista “Senza Titolo”

L’estetica per Liliana non è solo l’aspetto formale di ciò che intende raffigurare al meglio, ma il volere partecipare l’essenza di quanto rappresenta nelle diverse posture. Coglie ,inoltre, le sfaccettature dei tanti aspetti della emozionalità recepita che, dopo attenta riflessione e matura valutazione, intende fissare sulle tele per trasmetterla. Le ideali atmosfere, rielaborate nel cogito, vengono stemperate per conferire alla natura vibratili sensazioni che ne delineano e ne esaltano la rigogliosa esuberanza.Una creatività esplicata nella sublimazione delle armonie sottese da tessiture non formali delle mescole che danno ai rapporti cromatici accenti di suadente musicalità. L’originale interpretazione, mediante guizzanti proiezioni fantastiche, consente ai suoi coerenti elirici itinerari di allertare la convinta fruizione. ( VITO CRACAS)    
La evocativa valenza del rappresentato comunica immediate e suggestive emozioni: chi la guida nella trasposizione estetica delle esperienze creative che tratteggia in un linguaggio figurale di immediata presa? L’intuizione elaborata, con suadente aderenza, per far recepire l’afflato lirico che sovrintende alla realtà naturale. (MARIA DORA DI GIACOMO)

II edizione Premio Nazionale  NATIOLUM

Artista sensibile trasferisce sulla tela, attraverso una luce limpida ed un segno personalissimo, un proprio paesaggio dell’anima. I suoi acquerelli, i suoi olii, parlano quanto le sue poesie.

 

Biografia

Liliana Farina, napoletana d’origine, risiede a Formia, dove svolge la sua attività artistica.Ha insegnato Lettere negli istituti superiori approfondendo contemporaneamente, da autodidatta,
le diverse tecniche espressive dal disegno all’acquerello, al pastello, all’olio. Personalità eclettica per natura e cultura, instancabile negli impegni sociali e culturali, dal ’95 quando ha lasciato l’insegnamento, si dedica a tempo pieno ai suoi interessi : pittura, fotografia e poesia, riscuotendo in ogni settore buoni riconoscimenti, Ha tenuto con successo mostre personali a Gaeta, Vasto, Venezia, Formia. Ha partecipato a mostre collettive a Taranto, Ischia, Napoli, Gaeta,Formia,Giovinazzo.Ha partecipato alle mostre mercato di Ancona Bari, Padova, alla fiera internazionale di Lugano, al premio Riviera del Conero, a diverse edizioni del premio Natiolum di Giovinazzo, alla XII e alla XIII edizione del Porticato Gaetano, al Festival Internazionale di pittura contemporanea di San Remo. E’ stata recensita da critici su giornali e riviste: Arte,Senza Titolo,Art Leader,Catalogo regionale d’arte moderna e contemporanea del Lazio.

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L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza, porta a forme creative di espressione estetica. Nella sua accezione odierna, l’arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni, per cui le espressioni artistiche, pur puntando a trasmettere “messaggi”, non costituiscono un vero e proprio linguaggio, in quanto non hanno un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori, ma al contrario vengono interpretate soggettivamente. Indubbiamente, pero’, esiste un linguaggio oggettivo che prescinde dalle epoche e dagli stili e che dovrebbe essere codificato per poter essere compreso da tutti .
L’arte può essere considerata anche sotto l’aspetto di una professione di antica tradizione svolta nell’osservanza di alcuni canoni codificati nel tempo. In questo senso, le professioni artigianali – quelle cioè che afferiscono all’artigianato -discendono spesso dal Medioevo, quando furono in qualche modo sviluppate come attività specializzate e gli esercenti arti e mestieri vennero riuniti nelle corporazioni. Ogni arte aveva una propria tradizione, i cui concetti fondamentali venivano racchiusi nella regola dell’arte, cui ogni artiere doveva conformarsi.
Analizzando la storia del concetto di arte vediamo che nel corso del tempo esso subisce una trasformazione graduale ma radicale. Antichità: Sanscrito Are (ordinare) Latino: Ars, Greco: Τέχνη indica la capacità umana di fare un qualsiasi oggetto La capacità consiste nella conoscenza delle regole. Che cosa intendessero per “arte” gli antichi può essere compreso se si pensa alle nove Muse, che proteggevano e personificavano le diverse arti. Nell’elenco, in cui curiosamente mancano le arti figurative come la pittura e la scultura, sono invece rappresentate soprattutto le arti dello spettacolo: la danza (Tersicore), la tragedia e la commedia (rispettivamente Melpomene e Talia), il mimo (Polimnia), nonché i vari tipi di poesia, che nell’antichità, anche se scritta, era destinata soprattutto ad essere declamata o cantata: epica (Calliope), amorosa (Erato) e lirica (Euterpe). Sono inoltre comprese tra le “arti” protette dalle muse due discipline che noi oggi comprendiamo invece tra le scienze: la Storia (Clio) e l’Astronomia (Urania).
Nel periodo ellenistico iniziarono le prime classificazioni e le arti vennero divise in comuni e liberali, a seconda che richiedessero uno sforzo fisico o uno sforzo intellettuale.
Nel Medioevo si cominciano a rivalutare le arti comuni, che verranno chiamate meccaniche, ma continueranno ad avere un ruolo subalterno rispetto alle arti liberali. Dalle arti “meccaniche” vennero escluse diverse di quelle che noi oggi chiamiamo  “belle arti”, come la pittura e la scultura; le arti liberali e meccaniche erano state ridotte al numero di sette, e tra quelle che richiedevano lo sforzo fisico, si annoveravano soltanto le arti che miglioravano la vita dell’uomo, che lo nutrivano, lo riparavano dalle intemperie, ovvero quelle arti il cui punto peculiare era l’utilità quanto la piacevolezza. Si conoscono, di queste arti meccaniche medievali, due elenchi di riferimento: quelli di Ugo di San Vittore e Rodolfo di Longo Campo. La poesia non rientra ancora nell’ambito concettuale dell’arte finora indicato, in quanto il poeta era considerato un vate che componeva i versi ispirato dal Dio. Non esisteva la regola nelle composizioni poetiche, almeno per quanto riguarda il contenuto. A fornire il contributo essenziale affinché la poesia venisse considerata un’arte fu Bernardo Segni che nel 1549 tradusse in volgare la Poetica di Aristotele, opera in cui lo Stagirita già annoverava la poesia tra le altre arti. La condizione sociale degli artisti, che migliorò notevolmente nel corso del Rinascimento, contribuì a separarli dagli scienziati e dagli artigiani. Nel 1735 Baumgarten conia il termine estetica utilizzandolo per la prima volta nella propria tesi di laurea. Nel 1750 pubblicherà un saggio intitolato Æsthetica.
Charles Batteux nel 1746 definisce, nel suo libro Le belle arti ridotte ad un unico principio, il sistema delle belle arti, indicando cinque arti in senso proprio – la pittura, la scultura, la poesia, la musica, la danza – a cui associava due arti connesse – l’eloquenza e l’architettura – il cui carattere comune risiedeva nell’imitazione della realtà per il fine di creare oggetti belli. Dalla fine del Settecento cominciarono le prime crisi del concetto di bello e di arte. Stavano nascendo nuove forme di espressione come la fotografia, l’architettura industriale, l’oggettistica per la casa, e bisognava farle rientrare nel concetto di arte.Per tale motivo nel Novecento si è abbandonata l’idea di una definizione onnicomprensiva di arte e di opera d’arte. Il termine arte diventa un concetto aperto, in cui tutte le possibili definizioni dell’arte confluiscono.
Il Novecento si fa portavoce della crescita intimista portata avanti dai pensatori del secolo precedente, ma rinnova le necessità più interiori dell’artista e si fa portavoce dell’innovazione tecnica, di cui i nuovi materiali (il ferro e gli elementi prefabbricati) sono gli elementi  fondamentali.La nuova architettura deve essere il segno del rinnovamento culturale e sociale, per questo si procede ad una omogeneità dei caratteri della nuova costruzione architettonica, si stabilisce un carattere nuovo, uno “stile moderno”. All’interno del “Modernismo” si riassumono ed interagiscono le correnti artistiche che nei precedenti due decenni interpretano ed affiancano lo sforzo progressivo della civiltà industriale.
Quando all’entusiasmo per il progresso industriale segue la consapevolezza della trasformazione che opera nelle strutture della vita e della società, attorno al 1910, all’interno del “Modernismo”, si formano le “avanguardie” artistiche con l’obiettivo di mutare le modalità e le finalità dell’arte. Discipline artistiche, Arti dello spettacolo, Teatro, Danza, Musica, Arti visive, Computer grafica, Fotografia, Multivisione, Pittura, Arte tessile, Arazzo, Fiber Art, Ricamo, Videoarte, Arti plastiche, Architettura, Land Art, Origami, Scultura, Cinema, Letteratura, Arti concettuali, Arte postale, Arte di relazione.
Una possibile suddivisione delle arti, sebbene non le includa tutte, è quella storica delle “sette arti”:
Architettura, Musica, Pittura, Scultura, Poesia, Danza, Cinema.
Un’altra possibile suddivisione delle arti, basata sui sensi umani, è la seguente:
Arti visive-tattili, Pittura, Scultura, Costruzione architettonica, Capo d’abbigliamento, Arte tessile (arazzo, Fiber art, Ricamo), Arti foniche, Tramite corpo umano, Canto (musica), Dizione, Tramite strumenti musicali, Musica, Arti audiovisive, Arti figurali, Scrittura, Prosa, Poesia, Sceneggiatura, Fotopoiete, Fotografia, Cinematografia, Multivisione, Disegno,
Disegno Architettonico, Design, Arte sequenziale, Fumetto, fotoromanzo, Arte drammatica, Teatro, Televisione, Tramite corpo umano, Danza, Atletica leggera, Arti gustative, Cucina (alimenti), Preparazione di cocktail, Arti olfattive, Profumeria, Arti sperimentate, Applicazioni della Scienza (Tecnologia).
Le opere d’arte (nel senso fisico-materiale) che derivano dalle varie categorie artistiche potrebbero essere diversamente raggruppate in base alla loro staticità o evoluzione relativa nel tempo ad esempio: Arti “statiche”, Scultura, Pittura, Architettura, Prosa, Poesia, Fotografia, Fumetto, Design, Arti “dinamiche”, Musica, Canto Drammaturgia, Danza, Atletica, Cinematografia.
 

Categoria: arte

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